Labirinti e paesaggi surreali di Raffaello Ossola di Ariane Fairlie

  Raffaello Ossola, vibrante drammaticità e paesaggi surreali e inventati creano uno spazio interessante per lo spettatore per permettergli di esplorare e riflettere. Ad ognuno viene offerta l’opportunità di immaginarsi parte del suo suo universo, vagando attraverso labirinti o intorno ad alberi galleggianti. Anche se Ossola con le sue composizioni si prende delle libertà, in ultima analisi, esse conservano la verticalità e gravità che ci è più familiare. Le piscine sono i casi in cui più facilmente abbandona le leggi del nostro mondo. Le stesse sembrano riflettere una nuvola, la luna, o altri oggetti nel cielo, ma all’occhio appaiono più appartenenti agli elementi della vasca stessa come l’acqua. La superficie dell’acqua appare più come un involucro di vetro penetrabile piuttosto che un corpo a sé stante. E ‘affascinante da vedere. Sebbene la maggior parte dei suoi dipinti non contengono creature viventi, di tanto in tanto Ossola include figure intere o parti di figure, insetti, o animali. La sua capacità di rendere reali questi paesaggi inventati è più convincente rispetto a questi soggetti viventi, ma è un tentativo interessante. Talvolta le creature viventi rompono l’illusione della scena, e tendono a non integrarsi con l’ambiente in modo molto naturale. D’altro canto, questi …

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L’Artista e l’Arte Contemporanea nel Terzo Millennio

L’Artista, il Maestro d’Arte, ha in se la capacità di esprimere il talento, il mestiere   L’Artista ricerca e continua a muoversi in cerchio quasi a voler trovare qualcosa che si è smarrito, come a voler ricordare con il cuore. L’Artista crea la sua opera vivendo le emozioni, le sensazioni che sono necessarie per trasformare la tela bianca, il marmo e qualsiasi altro materiale in espressione artistica. E’ un costante e continuo processo alchemico. E le persone che nella vita hanno intrapreso un lavoro di conoscenza di se lo comprendono bene. Essere artista implica una volontà continua, passione, attenzione, cura, dedizione per arrivare a trasformare il piombo, che simbolicamente possiamo intendere come i primi lavori prodotti, in oro: l’opera compiuta che spesso si realizza dopo anni di paziente e costante impegno. Ma l’attenzione dell’Artista non è fissata sul tempo impiegato bensì sulle evidenze del suo lavoro che è il vero obiettivo. E il vero Artista, oggi, si propone come strumento per contribuire alla creazione del Nuovo Mondo. L’Arte Contemporanea diventa quindi anche esperienza culturale attiva e viva. Impossibile per una coscienza sveglia non riconoscere l’Artista, tanto quanto è impossibile non “sentire” quanto gli artisti siano stati e continuino ad essere …

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Pittura Acrilica

Pittura Acrilica – Il suo arrivo apre una nuova ondata di creatività   E’ con Otto Rohm che la pittura acrilica, fino a quel momento sconosciuta, inizia ad essere indagata. Nel 1915 il chimico tedesco brevetta vernici e lacche destinate principalmente all’uso industriale.   Le particolari caratteristiche della vernice acrilica suscitano l’immediato interesse di artisti come i muralisti messicani e già nel 1936, uno di loro, David Alfaro Siqueiros propone un workshop a New York sulla sperimentazione e l’applicazione dei nuovi materiali. E’ lì che Jackson Pollock, incontra i colori acrilici che ha continuato poi a utilizzare per le sue tecniche di colata.   Nel 1950, Röhm e il suo socio in affari Otto Haas introducono la prima emulsione acrilica specificamente progettato per la pittura, che diventa la pietra angolare per tutti gli artisti contemporanei. Nel 1955, le prime vernici acriliche a base acqua divengono disponibili in commercio. Sono prodotte con polveri colorate (pigmenti) mischiate con una resina acrilica ad essiccazione variabile, generalmente veloce, a seconda delle resine e dei pigmenti utilizzati e dalla fabbrica produttrice.   La pittura acrilica irrompe così sulla scena in un momento in cui gli artisti stanno cominciando ad esplorare i movimenti e forme come …

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Attraversando il Sogno a cura del Prof. Giuseppe De Rosa

Svizzero del Canton Ticino, Raffaello Ossola nasce nel 1954 a Locarno, città turistica rinomata per il suo clima mite ed unFestival internazionale del film tra i più longevi e prestigiosi al mondo. Il giovane Ossola asseconda i suoi interessi culturali, diplomandosi presso la Scuola d’arte di Lugano dove aveva già rivelato una spiccata attitudine per lo studio della figura umana in cui si era applicato con un approfondimento accurato ed alcuni eccellenti lavori. Ben presto tuttavia desidera infrangere i più tradizionali canoni della figurazione, dedicandosi alla pittura astratta e realizzando un certo numero di quadri informali che verranno esposti nella sua prima personale, allestita nel 1978 in una galleria d’arte di Lugano. Dotato di grande curiosità per ogni esperienza che potesse arricchirlo nelle sue conoscenze culturali ed umane, il giovane pittore elvetico intraprende un periodo di frequenti viaggi che lo porteranno a visitare numerosi paesi, fra cui la Grecia, il Medio Oriente, la Francia, stabilendosi per un certo tempo a Copenaghen e a Londra. Tuttavia sono i momenti in cui riesce ad isolarsi dai convulsi rumori del mondo esterno quelli che – per indole e sensibilità – gli consentono di ritrovare un contatto profondo, quasi primordiale con l’essenza stessa della …

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RAFFAELLO OSSOLA : “Immagini immaginate” di Giancarlo Bonomo

Un tempo i romani dicevano “nomen omen” intendendo, con questa locuzione latina, come nel nome sia contenuto il destino del suo possessore. Ossola, chiamandosi dunque Raffaello, è così soggetto alla necessità di un nome che il destino gli ha conferito, imponendogli implicitamente una maestria tecnica “raffaellita” da artista straordinario.   Nella fattispecie, tutto coincide e si evince nella capacità di costruire ardite architetture sospese nel cielo, rendere con estrema naturalezza il colore e le venature del marmo o il dettaglio paesaggistico e, soprattutto, la visione di una dimensione altra dell’esistenza difficilmente immaginabile nella realtà del pensiero razionale. Una peculiarità, quest’ultima, che contraddistingue questo artista che sa così coniugare tecnica ed ispirazione, supremo talento esecutivo ed intuizione che agisce nel profondo. La tecnica da sola non basta. Può costituire una base sicura, un trampolino di lancio, ma dev’essere unita ad un’idea forte che lampeggia e chiede incessantemente di essere realizzata nella concretezza dell’opera che rappresenterà a sua volta, quando compiuta, quello stile personalissimo che è il vero luogo dell’arte. Non basta dunque la scelta del soggetto, per originale ed inedito che sia. E’ necessaria la personalizzazione, l’impronta dello spirito che ha mosso l’artista ad esprimersi in quella maniera stilistica unica ed …

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